Il Museo dell'Innocenza: cosa mi ha insegnato Orhan Pamuk sul tempo

“La vita mi aveva insegnato che ricordare il tempo è fonte di dolore per la maggior parte delle persone. Sforzarsi di immaginare la linea che unisce i singoli istanti (…) ci rattrista perché avvertiamo la sua inesorabile fine, […] sia perché, invecchiando comprendiamo dolorosamente che la linea in sé è priva di senso.I singoli istanti, invece possono regalarci una felicità che non si esaurisce per centinaia di anni.” Orhan Pamuk, Il museo dell'innocenza.

Un libro che cambia la prospettiva: il mio incontro con Pamuk

Quando a 20 anni lessi questo passo, seduta sugli scogli con il volto rivolto verso il mare che abbellisce il golfo di Napoli, la mia prospettiva sul tempo cominciò a mutare. Durante gli anni dell'università, oltre a studiare, lavoravo, ero impegnata nel sociale e mi prendevo cura dei miei affetti. 

Ero spesso di corsa e in affanno, in preda all'ansia tanto da aver meritato il nomignolo di "Rosansia". La linea del tempo  imprigionava le mie giornate, senza che me ne accorgessi. Andando avanti nella lettura del romanzo di Orhan Pamuk, decisi che non avrei aspettato di invecchiare per comprendere la necessità di vivere nel qui ed ora, per godere ogni istante per scoprire che l'eternità esiste. 

"Il museo dell'innocenza" è stato uno scrigno di rivelazioni, la prova che il libro giusto letto al momento giusto può cambiarti la vita. Il tempo che trascorre pagina dopo pagina è quello della nostra vita, dei singoli istanti, di cui dovremmo essere tutti grati ed orgogliosi nel bene e nel male, tanto da avere il coraggio di esporli in un museo. 

Una collezione di istanti: perché il tempo non è una linea

Non una lettura, "Il museo dell'innocenza" è una vera e propria esperienza che mi tornò utile la prima volta che seguii un corso di gestione del tempo. Non capivo per quale motivo trovavo così complicato accettare innumerevoli tabelle, piani giornalieri, settimanali, mensili e addirittura annuali dove appuntare e calcolare tutto quello che intendevo fare! Dopo aver studiato le principali tecniche del time management non ero soddisfatta, perchè semplicemente erano basate su due concetti che poco si adattavano alla mia visione.

Il tempo per me non è una linea, ma una collezione di singoli preziosi istanti come mi aveva insegnato Pamuk.

Il tempo non può essere gestito né controllarlo, si può solo imparare a percepirlo e vivere in armonia con esso.

Il tempo scorre in modo diverso per ognuno di noi, a seconda dal luogo da cui proveniamo, dalla situazione che viviamo, dalla nostra personalità e da tanti altri fattori.

Sentii così la necessità di elaborare la mia visione sul time management tenendo conto della mia persona ma anche degli insegnamenti dal mondo arabo-islamico che arricchiscono la mia vita ogni giorno. 

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